[continua da qui]
La sera dopo, al ’Round Midnight, c’eravamo tutti, compreso Matteo e il suo sax. Suonò in modo struggente e irriflessivo, sbavando le note e trascinandosele dietro come stelle filanti. Quando finì di suonare ci fece un cenno con la mano e si diresse verso uno dei tavolini accanto alla finestra dove era seduta [...]
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