
Sabato 28 maggio alle 11:30 alla Libreria Al 6 Rosso (via Albertini 6 a Milano) Tecla Dozio presenta “Le inutili precauzioni”, ultimo romanzo di Giuseppe Battarino. Seguirà ricco aperitivo.
Notizia inserita da salvia il 22 mag 2011

Sabato 28 maggio alle 11:30 alla Libreria Al 6 Rosso (via Albertini 6 a Milano) Tecla Dozio presenta “Le inutili precauzioni”, ultimo romanzo di Giuseppe Battarino. Seguirà ricco aperitivo.
5 Commenti
Scusate se vi scrivo qua per chiedere un’informazione, ma non trovo dove farlo. Vorrei sapere se i vostri libri si possono prendere solo passando da qua oppure anche direttamente da magazzini51 insieme ad altri libri?
Ringrazio anticipatamene per la sicura, gentile risposta.
Giorgio
Certamente, i nostri libri si possono ordinare anche direttamente da Magazzino 51.
Ci sono momenti in cui accadono piccole magie.
Ieri sera, presso la storica Libreria Boragno di Busto Arsizio, Giuseppe Battarino ha presentato il suo nuovo romanzo, “Le inutili precauzioni”.
Più complice che causa, il caldo imprevedibile degli ultimi giorni ha trasformato quello che avrebbe potuto essere un evento sobrio e forse un po’ troppo composto, in un dialogo appassionato tra Amici.
Lo spostamento della presentazione dalla galleria al cortile sottostante è avvenuto in modo tanto naturale da sembrare già programmato.
I partecipanti allegri e impazienti, come alunni a cui viene concessa la ricreazione in giardino anzichè tra le mura della classe, si sono raccolti intorno all’Autore in un salotto improvvisato.
Marina Lualdi, bravissima a incalzare Battarino con domande e spunti intelligenti, da perfetta padrona di casa, ha creato un clima giocoso a cui l’Autore ha risposto con entusiasmo e umorismo, coinvolgendo gli spettatori in una conversazione comune.
Così, tra precisazioni calcistiche, annotazioni letterarie e suggerimenti culinari (sono certa che in molti tra i lettori stiano emulando il loro beniamino, Sergio Petrelli, nella ormai famosa pasta cacio e pepe) si è celebrata una incantevole tavola rotonda.
Sarà stata la cornice – i vasi di ortensie e il profumo dei gerani, il cielo che piano si tingeva di sfumature sempre più cariche di blu, a tratti illuminato da qualche lampo minaccioso, sebbene in quel contesto pareva il fuoco d’artificio di una festa di mezza estate – ma non ci saremmo meravigliati se Battarino alla fine avesse imbracciato una chitarra e da qualche parte si fosse acceso un falò.
L’atmosfera un po’ magica ha dato vita ai personaggi del libro, creando in molti l’impressione che Sergio Petrelli e il suo braccio destro Diego Morabito si fossero seduti in un angolo del cortiletto.
Ringrazio quindi gli organizzatori della splendida serata, coloro che hanno partecipato a questo piccolo incantesimo e l’Autore.
Al quale rivolgo la mia personale preghiera. Sarebbe un vero peccato se una figura così intensa e “reale” come quella di Sergio venisse a mancare in futuro nel panorama, sì vasto, ma troppo spesso arido, della letteratura di genere.
Come ha osservato un’attenta lettrice ieri sera, resteremmo orfani di “quelle pagine che ci aspettano”.
Resto allora in attesa della prossima avventura.
Grazie.
Di cuore.
Titti
Chissà se Giuseppe Battarino avrebbe chiamato uno dei suoi protagonisti Lassini, se avesse scritto oggi il suo bellissimo romanzo?
Bella presentazione.
Risposta doverosa dell’autore alla domanda di Laura: direi di no, perché al di là della volontà del Lassini avvocato, da qualche tempo il suo cognome è diventato un “brand” che non rientra nei miei orizzonti; diciamo che il Lassini pubblico ministero di Sentieri invisibili e Le inutili precauzioni è un cugino che ha fatto altre scelte
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