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Qual è? Tecla Dozio intervista Fabrizio Canciani

Con l’intervista a Fabrizio Canciani, inauguriamo una nuova rubrica di Tecla Dozio: “Qual è?”

Dice Tecla:

Mi piacerebbe che conosceste meglio gli autori della Todaro Editore (i miei pupilli, insomma), per questo ho fatto loro una serie di domande fra il serio e il faceto.

Conosciamo meglio Fabrizio Canciani,

Qual è?

Il romanzo che avresti voluto scrivere tu L’amore ai tempi del colera di Garcia Marquez, se solo fossi vissuto a Cartagena de Las Indias, ma siccome sono lombardo direi: Il pittore di battaglie di Arturo Pérez-Reverte (non c’entra nulla con il fatto di essere nato vicino a Milano, era solo una scusa me metterne due).

Il tuo colore preferito – Nerazzurro, è un colore solo? Vabbé, facciamo il blu.

Il film – I lautari di Emil Loteanu, quanta poesia; Arancia Meccanica di Kubrik è stato il film che mi ha folgorato, allora non capivo perché…; Effetto notte di Truffaut, è il cinema e basta. Ne ho scritti tre? Ho perbacco… e non ne ho messo neanche uno italiano, per esempio I soliti ignoti. ;-)

Cibo/i preferiti – Gorgonzola, salumi, trenette al pesto cucinate da mia moglie Anna.

Sport – Praticato? Praticamente nessuno (se si esclude un svogliata frequentazione della palestra per non lasciar arrugginire le giunture), seguo invece con trepidazione e tifo irrazionale  il calcio (solo la politica mi fa infervorare di più nelle discussioni, o forse no, visto che l’avversario sia politico che calcistico è sempre lo stesso!).

Squadra di calcio del cuore – “Nascerà qui al ristorante L’’orologio, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perchè noi siamo fratelli del mondo.”

Attrice preferita – Se proprio devo scegliere: Jaqueline Bisset, quella di Effetto Notte, e Jean Seberg in Fino all’ultimo respiro, poi mi piacciono quasi tutte le donne dei film di Truffaut.

Attore preferito – Dario Fo nel Mistero Buffo e Vittorio Gassman nei film di Monicelli. E Jean-Louis Trintignant… Come si fa a indicarne uno solo?

Fiore preferito – Gli occhi della madonna che annunciano la primavera.

Luogo di villeggiatura – On the road again.

Hobby – Troppo spesso gli hobby corrispondono alle mie attività collaterali: libri, musica, cinema…

Autore classico – Gabriel Garcia Marquez (è classico ormai), Edgar Allan Poe, Cechov (“non si può vivere senza Cechov”: Mastroianni  in “Verso Sera”).

Autore contemporaneo – Manuel Vasques Montalban (e Osvaldo Soriano?).

Il romanzo che consiglieresti a tutti e perché – Un indovino di mi disse di Tiziano Terzagni, non è un vero e proprio romanzo, ma chi lo stabilisce se un libro è o non è un romanzo? Lo consiglierei a chi non ha ancora chiaro il concetto che il mondo non finisce aldilà del Po, o fuori dal recinto di un villaggio turistico.

La tua giornata tipo – Sveglia, porto la bambina a scuola, poi in tangenziale nel delirio, ufficio, il lavoro non è mai uguale (avendo a che fare con comunicazione, audiovisivi, eventi speciali… seppure per un ente pubblico). Si torna, si sta in famiglia, o si scribacchia. Poi, dopo cena, a volte spettacoli, eventi, oppure sul divano davanti alla TV, o fiaba da raccontare alla bimba, poi di notte si scrive e a volte si dorme.

Quella che vorresti fosse la tua giornata tipo – Uguale alla giornata tipo, senza tangenziale e ufficio.

Trasmissione televisiva – In TV guardo solo film e partite, il resto mi annoia abbastanza, a parte – come varietà – Studio Aperto con le donne nude.

Trasmissione radiofonica – “Destini incrociati” a Radio 24 e “Caterpillar” a Radio2.

Genere musicale – Rock anni 70, canzone d’autore.

La cosa che vuoi che si sappia di te – Che piaccia o no, come dice Steiner ne La dolce vita di Fellini: “Io sono troppo serio per essere un dilettante, ma non abbastanza per diventare un professionista”. Questo concetto mi ha portato a esplorare diversi mondi possibili e impossibili, senza preoccuparmi di venir spacciato – di volta in volta – per un artista, per un guitto, per un semplice burocrate, per un intellettuale, e tanto altro.

La mia storia inizia domani e si lascia il futuro alle spalle.