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La pietra al collo

Tutti quegli scheletri, in parte mummificati, con le bocche aperte sghignazzanti, non erano solo corpi senza vita, erano l’oscena essenza stessa della morte. I cadaveri che vedeva sul lavoro erano di morti, come dire… freschi. Sì, cadaveri freschi di persone che fino a poco prima erano state vive e ora erano solo casi isolati nella quotidiana normalità fatta di una moltitudine di vivi. Morti in rassicurante minoranza. Fenomeni troppo isolati per scalfire la nostra illusione di eternità. Qui invece la situazione si ribaltava rivelando la verità. Quelle bocche urlavano in silenzio: “Guarda che siamo più noi che voi, qui ti aspettiamo, stronzo, dove scappi”.

Tra qualche settimana sarà in libreria “La pietra al collo”, di Carlo Barbieri.