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Come Bestie Ferite

Ecco cosa scrive Raul Montanari (che ringraziamo) a proposito di “Come bestie Ferite” di Luca Bonzano:

Ho letto in questi giorni un libro che mi ha colpito molto. L’ha scritto Luca Bonzano, anche lui uscito dalla scuola di scrittura ma, va detto, diversi anni fa (e dopo litigate furiose!).
L’impianto del romanzo è quello del noir, nel senso che la trama è costruita in crescendo e che i punti di svolta sono tutti azioni violente oppure sorprese e agnizioni legate all’identità di vittime e assassini, fino a un finale pirotecnico. C’è però da dire che il plot è strutturato in modo magnifico, con un’alternanza di voci narranti perfettamente definite e una gestione impeccabile del tempo narrativo. E, soprattutto, una scrittura che sta su un altro pianeta rispetto allo standard del noir.
Come sapete, la narrativa di genere è basata su un contratto col lettore: comprami e io ti garantisco un certo tipo di storia o ambientazione. In questo contratto la scrittura è la grande assente; ci sono in realtà diversi autori di genere che hanno una scrittura efficace e in certi casi addirittura sperimentale, ma per il lettore medio questo è un di più non richiesto, a volte perfino controproducente.
Nel caso di Bonzano la scrittura è sempre potente e in certi passaggi davvero straordinaria. Kant chiamava questo fenomeno “superogatio”, sovraerogazione di qualcosa che il destinatario non si aspetta. Una scrittura premium, insomma.
Consigliatissimo sia agli amanti del noir, che troveranno trama, personaggi e ambientazione più che godibili, sia ai curiosi della letteratura (ce n’è ancora qualcuno in giro, mi dicono) perché lo scheletro è noir ma la carne è davvero di qualità superiore.