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Recensione di “Che male c’è?”

Grazie a Loredana Aiello per la bellissima recensione del romanzo di Ugo Mazzotta

… Rigorosa non è soltanto la scansione temporale; la stessa architettura del romanzo è studiata nei minimi dettagli. Ugo Mazzotta predilige essere un narratore “mimetizzato”. Il suo è un giallo costruito in terza persona, i personaggi non sono mai presentati in maniera tradizionale e, spesso, prima di capire chi sia il soggetto bisogna aspettare qualche rigo. Per certi versi e con modalità che la rendono molto attuale, la scrittura di Mazzotta sembra riprendere quelli che sono stati i dettami del verismo verghiano. Il suo stile “impersonale” è velato da un’impostazione scientifica che sicuramente non sarà estranea ai suoi studi e al suo mestiere: il suo linguaggio, e di riflesso quello dei protagonisti del racconto, è burocratico, medico, volgare o dialettale, a seconda del contesto socioeconomico che si affronta di volta in volta…

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