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Un "raccontino" di Tecla

Evento più unico che raro, un raccontino di Tecla Dozio che comincia con una premessa:

Le due domande che mi vengono fatte più spesso sono: “Qual è il libro che ti è piaciuto di più” e “Perché non scrivi?”. Per la prima domanda ho elaborato una risposta un po’ paracula, cioè: “Spero di non averlo ancora letto”. La risposta alla seconda è, invariabilmente: “Non ci penso per niente, odio scrivere”.

In effetti, oltre ad articoli, saggi e cose simili, estortimi con la forza, mi sono ricordata che ho scritto due racconti. Uno con Carlo Oliva, pubblicato in appendice a un Giallo Mondadori e un altro in un modo un po’ bizzarro che vi racconto.

Un po’ di tempo fa sono andata a Rieti per un incontro organizzato dalla Libreria Moderna, ero con Lorenzo Viganò che concludeva, la mattina, un corso di scrittura in biblioteca. Tutti i partecipanti avrebbero dovuto scrivere un racconto scegliendo fra due delitti veri dei quali erano state date tutte le informazioni necessarie: un delitto avvenuto, mi pare, negli anni ’40 a Milano e il delitto di via Poma.

La prova durava due ore; dopo un’ora di noia mortale ho deciso di provarci anch’io e ho scritto, in circa 15 minuti, una piccola cosa che mi piacerebbe condividere con voi.

Senza titolo

Martedì 7 agosto ore 17,45
Simonetta si guarda attorno: è tutto a posto. Fra poco più di mezz’ora lascerà per sempre quell’ufficio nel quale si è sentita a disagio. L’indomani andrà in vacanza con Raniero e al suo ritorno riprenderà il lavoro alla Redi.

Martedì 7 agosto ore 17,45
L’uomo, che avrebbe ucciso Simonetta Cesaroni alle 18,15, è seduto su una panchina all’ombra e pensa. Pensa alla splendida ragazza conosciuta  pochi giorni prima e che gli ha sorriso con dolcezza.

Martedì 7 agosto ore 17,55
Simonetta Cesaroni ha caldo, molto caldo. Il suo ufficio è una fornace. Decide di andare in quello del capo che è un po’ più fresco perché quando è arrivata ha acceso il condizionatore.

Martedì 7 agosto ore 17,55
L’uomo, che avrebbe ucciso Simonetta Cesaroni alle 18,15, si alza di colpo dalla panchina e si dirige verso via Poma. E’ certo che la ragazza che ha conosciuto pochi giorni prima sarà felice di vederlo. Del resto perché gli ha detto dove lavorava e perché gli ha sorriso?

Martedì 7 agosto ore 18,10
Simonetta Cesaroni è nella stanza del capoufficio e sfoglia una rivista, tra poco tornerà nel suo ufficio, spegnerà il computer, prenderà le sue cose e se ne andrà. Sta pensando se andare direttamente a casa o se andare a prendersi un costume quando sente il campanello suonare…