Caccia al vampiro

Una “guida” atipica per un viaggio molto particolare: girovagare per l’Est Europa accompagnati dai più famosi vampiri della letteratura e
della storia europea. La languida Carmilla, la Regina Nera Barbara di Celje, la nobile sanguinaria Erzsébeth Báthory, la misteriosa Contessa Dolingen, il vampiro dei vampiri, il conte Dracula e il suo alter ego in vita, Vlad Tepes Dracula, saranno vostri compagni di viaggio attraverso la Stiria, la Slovenia, la Romania, la Slovacchia, l’Ungheria. Un viaggio sui luoghi ma anche nei romanzi, capolavori letterari del Sette-Ottocento, e nella storia. Consigli pratici misti a suggestioni, riflessioni filologiche e scoperte entusiasmanti. In appendice Vampiri di celluloide, un breve saggio sui vampiri nel cinema.

Delitti diVino

Da quando esiste il mondo esiste il delitto (Caino docet). Poco dopo è nato il vino. Le due cose non sono necessariamente correlate ma, per i nostri quindici autori, possono esserlo. Ecco allora una raccolta di racconti gialli che hanno come tema il vino, bianco, rosso, frizzante, fermo, dolce, invecchiato, barricato, millesimato… avvelenato. Ma non solo: il vino come arma, movente, causa, mezzo, alibi. Ogni autore ha interpretato il tema in maniera diversa, seguendo i propri gusti e le proprie inclinazioni. Il risultato è un’antologia ricca di colpi di scena, di brindisi nefasti e di degustazioni letali.

Autori: Paolo Brera, Fabrizio Canciani, Franco Foschi, Luisa Gasbarri, Massimo Marcotullio, Ugo Mazzotta, Carlo Oliva, Riccardo Parigi, Luciana Scepi, Massimo Sozzi, Eugenio Tornaghi, Roberto Valentini, Nicoletta Vallorani, Andrea Villani, Antonio Zamberletti.

Nella città di cemento

Perché, in bilico sul tetto di un edificio in costruzione, Carlo Castelli regge una donna sospesa nel vuoto? Il giornalista deve decidere se tentare di salvarla o semplicemente lasciarla cadere.
La vicenda si sviluppa come un flash back. Castelli, indagando sulla morte di un muratore romeno, si trova a dover decifrare connivenze fra il mondo dell’edilizia locale e la malavita organizzata. Le sue scoperte sembrano scontentare tutti. Castelli non demorde e, grazie anche alla creazione di un sito-blog, arriverà in fondo alla sua inchiesta, scoprendo i reali colpevoli che si celano dietro all’omicidio e non solo a quello.
Ottimo vino, musica raffinata e una splendida donna nera fanno da contorno a una storia criminale ambientata nella provincia modenese, solo in apparenza tranquilla.

La vendetta di Santa Costanza

Novembre 1966, alluvione di Firenze. Alcuni detenuti delle Murate vengono condotti sul tetto del carcere per sfuggire all’inondazione. Uno dei carcerati fugge grazie alla sua abilità di funambolo ed è testimone casuale di un delitto.

Estate 1971. Un uomo cade dal Campanile di Giotto. Sembra un suicidio, ma il commissario Bisagno è molto perplesso. Il cadavere viene identificato: si tratta dell’uomo che, cinque anni prima, era stato protagonista della singolare evasione. Bisagno, grazie all’aiuto della sua amica Cassandra Cecchi, ricostruisce la personalità del morto, rafforza la sua convinzione di essere di fronte a un omicidio, indaga a ritroso nel tempo per scoprire che tutto ha avuto origine da un tremendo fatto di sangue avvenuto molti anni prima…

Il debito dell’ingegnere

Con i debiti non si vive bene. Con nessun tipo di debito. Lo sa bene l’ingegner Cavenago.

Estate 1994 – Antonio Cavenago, appena laureato, deve assolvere il servizio di leva obbligatorio presso la caserma Berghinz. Il giorno prima del suo arrivo Giorgio, un giovane soldato, si è suicidato.
Dicembre 2005 – Durante un incontro casuale con un ex commilitone, una frase apparentemente banale risveglia i demoni del passato, e il nostro ingegnere si rende conto che probabilmente l’inchiesta che ha dovuto forzatamente condurre nel ‘94, è giunta a conclusioni sbagliate: Giorgio non si è tolto la vita. Inizia quindi una sua indagine a ritroso nel tempo. Per saldare un debito d’onore che risale ai tempi del liceo.

Sentieri invisibili

Sergio Petrelli è un pubblico ministero immerso nell’atmosfera antieroica del palazzo di giustizia di una città di provincia del Nord. L’omicidio-suicidio di una coppia, solo apparentemente chiaro nei motivi, e il ritrovamento del cadavere di un “uomo senza qualità” che nessuno avrebbe dovuto volere morto, lo inducono a cercare un nesso tra quelle vicende. Le sue deduzioni logiche e le sue intuizioni percorreranno sentieri invisibili, come gocce di pioggia su un vetro, e lo porteranno a scoprire i traffici nascosti di quella tranquilla città, i lati oscuri del suo lavoro, l’insospettabile colpevole dell’omicidio più efferato.

“Drammatica, paradossale, a volte surreale eppure necessaria. Signori: è la Giustizia!
Battarino ce la racconta dall’interno, con passione e ironia. Per imparare a conoscerla. Per accettarla. E forse, chissà, per renderla più umana e comprensibile.”

Giancarlo De Cataldo

La stagione dei suicidi

Il suicidio di una donna senza nome e il disegno che il “matto del villaggio” tratteggia su una panca del commissariato sono i due elementi dai quali prende il via l’ennesima indagine del commissario Prisco. Un commissario Prisco insolitamente inquieto, che non trova pace nemmeno nelle sue passeggiate sugli Appennini abruzzesi. Con molti dubbi e difficoltà, riuscirà a scoprire le ragioni di quella morte e di altri fatti che solo a lui sembrano collegati, nonostante gli indizi portino a investigare in ambienti differenti. Non riuscirà invece a decifrare i motivi del suo disagio.

Il corpo del mondo

Prendete un fiume, il Po, mettete sulle sue rive qualche discarica, aggiungete due ragazze che se la sono vista brutta, una parte di rifiuti tossici, qualche stronzo psicopatico, un paio di guerriglieri senza causa, un po’ di mafia russa, qualche spruzzo di blues, uno schizzo di nitroglicerina, una storia d’amore e versate tutto in un tumbler.

Mescolate, non agitate.

Versate in un bicchiere ghiacciato e guarnite con cazzotti nello stomaco e abbondanti raffiche di mitra.

Stanotte non si dorme: è tornato Beo Fulminazzi.

È stanco, incazzato e ha poca voglia di scherzare.

fulminazzi@libero.it

L’avvocato del diavolo

Un morto così al commissario Prisco non era mai capitato di trovarlo. Un avvocato, ucciso con due colpi di pistola alla testa, nel gabinetto di una stazione di servizio sperduta in una desolata strada di montagna. Chi è stato a riservare all’uomo una fine così poco dignitosa, e perché? Cercando le risposte a queste domande il commissario Prisco si trova invischiato in una brutta storia di usura ed è costretto, quasi suo malgrado, a indagare tra le vittime dello strozzino. Molti fra i sospettati hanno movente e occasione ma, come nei migliori gialli, il finale riserva un amaro colpo di scena.

Libertà di paura

Bologna 1998. Uno scalcinato detective – Don Chisciotte moderno – viene assunto per la classica indagine su marito fedifrago. Il pedinato muore, ucciso naturalmente, per una banale aggressione a scopo di rapina. La verità però è ben diversa e il nostro improbabile detective, aiutato da una madre piena di buon senso, da uno stropicciato redattore di una radio privata e da una vistosa bionda, scoprirà il marcio che la città nasconde.

Questo di Foschi è un thriller insolito, divertente, a rotta di collo, venato di malinconia qua e là, e anche molto polemico: una punzecchiatura salutare contro la sclerosi delle istituzioni. Ma non temano, gli amanti del genere: si indaga, si corre, si prendono un sacco di botte, si spara, si ride e si scopa! Anche se non è detto, come succede nei gialli classici, che tutto alla fine vada a posto… Dalla Prefazione di Stefano Benni