Collane / Impronte

Impronte: il nome stesso della collana rievoca indagini, delitti, detective e assassini. Nella collana, curata da Tecla Dozio della Libreria del Giallo di Milano, ospitiamo autori italiani già noti al pubblico e autori esordienti. Anche i generi spaziano dal giallo classico al noir, dalla spy-story ai romanzi di ambientazione storica. L’immagine della collana ha come punto di forza un’ambientazione rigorosamente locale: la città o la regione dove si svolgono indagini e omicidi è anch’essa protagonista della storia.

Biancaneve

Marina Visentin

Biancaneve, come la favola. Ma non è una favola. O forse sì: una favola noir, molto noir.
La protagonista è una donna come tante, convinta di non avere molto da pretendere dalla vita. Una giovane donna abituata a starsene in un angolo, a guardare gli altri col naso schiacciato contro il vetro opaco dell’invidia.
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Nella città di cemento

Roberto Valentini

Perché, in bilico sul tetto di un edificio in costruzione, Carlo Castelli regge una donna sospesa nel vuoto? Il giornalista deve decidere se tentare di salvarla o semplicemente lasciarla cadere.
La vicenda si sviluppa come un flash back. Castelli, indagando sulla morte di un muratore romeno, si trova a dover decifrare connivenze fra il mondo dell’edilizia locale e la malavita organizzata.
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La vendetta di Santa Costanza

Riccardo Parigi e Massimo Sozzi

Novembre 1966, alluvione di Firenze. Alcuni detenuti delle Murate vengono condotti sul tetto del carcere per sfuggire all’inondazione. Uno dei carcerati fugge grazie alla sua abilità di funambolo ed è testimone casuale di un delitto. Estate 1971. Un uomo cade dal Campanile di Giotto. Sembra un suicidio, ma il commissario Bisagno è molto perplesso.
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Il debito dell’ingegnere

Eugenio Tornaghi

Con i debiti non si vive bene. Con nessun tipo di debito. Lo sa bene l’ingegner Cavenago.
Estate 1994 – Antonio Cavenago, appena laureato, deve assolvere il servizio di leva obbligatorio presso la caserma Berghinz. Il giorno prima del suo arrivo Giorgio, un giovane soldato, si è suicidato. Dicembre 2005 – Durante un incontro casuale.
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Sentieri invisibili

Giuseppe Battarino

Sergio Petrelli è un pubblico ministero immerso nell’atmosfera antieroica del palazzo di giustizia di una città di provincia del Nord. L’omicidio-suicidio di una coppia, solo apparentemente chiaro nei motivi, e il ritrovamento del cadavere di un “uomo senza qualità” che nessuno avrebbe dovuto volere morto, lo inducono a cercare un nesso tra quelle vicende.
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La stagione dei suicidi

Ugo Mazzotta

Il suicidio di una donna senza nome e il disegno che il “matto del villaggio” tratteggia su una panca del commissariato sono i due elementi dai quali prende il via l’ennesima indagine del commissario Prisco. Un commissario Prisco insolitamente inquieto, che non trova pace nemmeno nelle sue passeggiate sugli Appennini abruzzesi. Con molti dubbi.
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Il corpo del mondo

Massimo Marcotullio

Prendete un fiume, il Po, mettete sulle sue rive qualche discarica, aggiungete due ragazze che se la sono vista brutta, una parte di rifiuti tossici, qualche stronzo psicopatico, un paio di guerriglieri senza causa, un po’ di mafia russa, qualche spruzzo di blues, uno schizzo di nitroglicerina, una storia d’amore e versate tutto.
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L’avvocato del diavolo

Ugo Mazzotta

Un morto così al commissario Prisco non era mai capitato di trovarlo. Un avvocato, ucciso con due colpi di pistola alla testa, nel gabinetto di una stazione di servizio sperduta in una desolata strada di montagna. Chi è stato a riservare all’uomo una fine così poco dignitosa, e perché?
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Libertà di paura

Franco Foschi

Bologna 1998. Uno scalcinato detective – Don Chisciotte moderno – viene assunto per la classica indagine su marito fedifrago. Il pedinato muore, ucciso naturalmente, per una banale aggressione a scopo di rapina. La verità però è ben diversa e il nostro improbabile detective, aiutato da una madre piena di buon senso, da uno stropicciato redattore di una radio privata e da una vistosa bionda, scoprirà il marcio che la città nasconde.
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Una spiegazione logica

Eugenio Tornaghi

Stanley Milgram nel 1967 dimostra la teoria dei sei gradi di separazione, secondo la quale sono al massimo sei le persone che ti separano da ogni altra persona al mondo. Un perverso e divertente gioco di coincidenze annulla questa distanza.
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