
Fiori Neri
di Barbara Baraldi - Gianluca Bucci
13,50 Euro €
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Fiori Neri, un racconto noir di Barbara Baraldi e trenta fotografie in bianco e nero di Gianluca Bucci.
E’ il primo della collana e si intitola come la collana: Fiori Neri. E’ stato creato da due autori, Barbara Baraldi e Gianluca Bucci. Un’autrice gotico-noir e un fotografo con la passione del bianco e nero. Prima sono nate le immagini e in seguito il racconto.
Barbara Baraldi ha interpretato i “fiori neri” di Gianluca Bucci come i cattivi pensieri che popolano le nostre menti, le visioni inquietanti che ci circondano, gli incontri sfortunati, le scelte inopportune, le casualità nefaste.
Il racconto di una giornata nata male e continuata peggio, con un susseguirsi di eventi quasi onirici, vissuti dall’allucinato protagonista come “un film proiettato con l’avanzamento veloce”. Un film che ha come interpreti personaggi surreali, soggetti borderline, venditori di sogni e speranze.
Le fotografie, certamente oniriche, ritraggono una Natura non “bella”, accogliente, rassicurante ma, anzi, a tratti un po’ inquietante. Dove la bellezza è nelle forme ma non nel suggerito. Dove ci sono fiori e piante ma anche erbacce, natura morta e cupi paesaggi. Dove il mondo vegetale (con le sue spine affilate, i rami che si protendono minacciosi, le piante simil-carnivore) può apparire assai più minaccioso di quello urbano.
Il risultato di questo incontro-scontro Baraldi/Bucci è un mondo dove la Natura è matrigna, ma a volte anche le persone non scherzano!








7 Commenti
Fantastico!
so che non sono la persona più indicata per dirlo, ma è bellissimo veramente.
Che cosa si nasconde in ognuno di noi? …chi incontriamo e cosa accade quando facciamo un incontro?…quando e dove accadono realmente le cose?
Cosa si nasconde dietro quell’albero?… e tra quelle foglie? E’ proprio vero che non c’è nessuno li dietro? Eppure, in quelle piante, una luce profonda e lontana palpita…tra quelle foglie qualcosa si nasconde qualcosa vive li dentro… qualcosa che conosco ma che ora mi sfugge… mi sfugge perché non devo guardare ma devo riuscire a vedere per vedermi.
Il centro e la sua luce non sono sufficienti a nasconderne il bordo.. ora non abbagliano più…ora riflettono… adesso rifletto anche io!
il confine si rivela con un paradosso, il buio del proprio centro da dove parte quella luce …da dove arriva quel luccichio che inganna e dove mi ha portato?… mondi soli e profondi, mondi che sanno e conoscono tutto… anche di noi!
Una storia apparentemente un po’ sopra le righe, ma le giornate di m… esistono davvero! Fotografie in bianco e nero (più nero che bianco) piuttosto inquietanti. Nell’insieme un progetto ben riuscito, con un formato “mini” e una grafica “pulita”. Mi piace. Ho già ordinato il secondo, Africa Terminal.
Complimenti, ritmo incessante da togliere il fiato.
Giusta la citazione di Roberto Benatti di “F. for fake” (F come falso) per la pubblicazione presso la prestigiosa Todaro Editore di “Africa Terminal”.
Come nel film-saggio di O.Welles (1973) tutto è falso nel racconto di Franco Foschi:l’ultima lettera del medico all’amata Claire, la lettera formale della Farnesina, quella partecipe del Presidente in carica dell’Unione degli Stati Africani, infine quella accorata dell’amico fotografo.
Tutto falso, ma tutto vero nelle splendide fotografie scattate in Uganda e nel Sudan da Sivia Morara,che accompagnano dolentemente lo scritto.
L’uno e le altre si integrano mirabilmente nella verità delle cose e allora.. .le parole diventano più vere del vero.
Mauro (Bonifax) Bonifacino
In un caleidoscopio librario fatto di scemenze, stravaganze, futilità, finalmente un progetto serio, concreto, pensato. Parole e immagini proposte in uno stile rigoroso, essenziale, senza inutili fronzoli. Per scoprire il nuovo, si torna all’antico, al gusto delle fotografia intesa come riflessione sulla realtà, senza concessioni al glamour e senza strizzatine d’occhio. Bianco e nero con ombre profonde, sia nelle immagini mirabilmente scattate da Gianluca Bucci che nel testo di Barbara Baraldi, solo in apparenza slegate. A tenere uniti i due elementi provvede l’atmosfersa psicologica della composizione. In una parola, noir, nel senso più compiuto del termine. Le specie vegetali riprodotte appaiono commoventi nella loro materialità dimessa Come recitava Lucrezio, nel De Rerum Natura, “Sint lacramae Rerum”… siano le lacrime delle cose.
Non vedo l’ora di leggerlo (e di vedere le foto anche…adoro il b/w)
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