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Il ritorno di Bruno Kernel

In “Acqua che porta via” di Fabrizio Canciani,  ritorna finalmente Bruno Kernel, detective per necessità più che per vocazione ma, questa volta, in veste di spalla del comandante della Polizia Municipale Paola Martini, bella come una top model e determinata come un panzer.

Il cadavere di un professore viene trovato nel fiume Olona, la prima ad occuparsene è Paola, anche se poi deve cedere le indagini ai Carabinieri di zona.  Lei però continua a seguire il caso, aiutata (si fa per dire) dal vecchio amico ed ex amante.  La storia mette a confronto due epoche: oggi e il 1919, quando un’epidemia di carbonchio causò numerose morti tra animali e persone. E anche quella volta il fiume, e il suo inquinamento, sembravano essere in parte responsabili dei decessi.

D’altronde, come osserva uno dei personaggi del romanzo: “Ogni posto ha il fiume che si merita”.